Progetto dedicato alle classi del triennio delle scuole superiori
Athenaeum E.T.S. propone alle classi del triennio un progetto incentrato sull’idea che i giovani abbiano bisogno di essere aiutati a scoprire che cosa significhi davvero realizzarsi e riuscire bene nella vita adulta. Il punto non è spegnere il desiderio di ambizione, competizione o affermazione personale, ma educarlo e trasformarlo in una forza positiva: imparare a conoscersi e a costruire la propria strada, sviluppare fiducia nelle proprie capacità senza dipendere dal giudizio degli altri, distinguere l’efficienza dalla crescita reale, scegliere ciò che è davvero utile e significativo anche quando è meno appariscente e imparare a considerare gli altri come persone con cui crescere e collaborare. L’obiettivo è aiutare i ragazzi a costruire un’idea di successo autentica e personale, fondata sulla crescita, sulla libertà di scelta, sulla qualità delle relazioni e sulla capacità di dare valore a ciò che si fa.
Questo percorso, avendo come obiettivo l’equilibrio che richiede un lavoro su di sé, si rivolge sia ai ragazzi che rischiano di eccedere nell’ambizione, nella competizione, nel bisogno di affermarsi a ogni costo, sia, con uguale attenzione, a chi è demotivato, chi ha già spento il desiderio di riuscire, chi si lascia andare, chi non crede di avere niente da offrire o da costruire. Il problema che vogliamo affrontare è dunque la mancanza di equilibrio tra eccesso e difetto: un equilibrio che richiede lavoro su di sé, discernimento e crescita reale.
La stessa logica vale nel rapporto con gli strumenti che oggi sembrano semplificare tutto, a partire dall’intelligenza artificiale. Delegare interamente un compito a uno strumento può dare l’impressione di efficienza ma produce l’effetto opposto: elimina la sfida, riduce lo stimolo al miglioramento, può togliere la soddisfazione di crescere davvero.
Ogni anno scolastico, il percorso sarà articolato in due unità di lavoro, fondate su laboratori interattivi costruiti a partire da uno o più casi reali o verosimili. A partire da questi casi, il lavoro seguirà una struttura ricorrente: riconoscimento della situazione attraverso l’analisi di emozioni, comportamenti e dinamiche relazionali; identificazione delle diverse parti dell’io che dialogano dentro di noi; analisi delle conseguenze legate alle diverse opzioni possibili; e infine messa a fuoco del processo decisionale e del lavoro su di sé, sia nel breve termine, sia come pratica costante di trasformazione dei propri punti deboli.
Programma 2026/2027
Unità 1 – Essere o apparire? Come costruire un’identità che non dipenda dall’approvazione degli altri
Questa unità affronta il rapporto tra ciò che possiamo davvero essere e lo sguardo degli altri. Il suo asse è preciso e circoscritto: non si tratta ancora di capire cosa vogliamo nella vita, ma di quanto il giudizio altrui orienta ciò che facciamo, come ci presentiamo e come valutiamo noi stessi.
In adolescenza il bisogno di essere visti, riconosciuti e approvati è naturale. Il rischio nasce quando questo bisogno diventa così forte da determinare il proprio equilibrio, le proprie scelte e perfino il proprio senso di identità. Ma il problema opposto è altrettanto reale: c’è chi, di fronte a questo stesso rischio, ha scelto di uscire dal gioco (smettendo di cercare conferme, ma anche di investire su di sé). L’invisibilità come rifugio è una forma diversa di dipendenza dallo sguardo altrui: si evita il giudizio, ma si rinuncia anche alla crescita e all’espressione di sé.
L’Unità si muove quindi su un doppio fronte: da un lato, la dipendenza dall’approvazione (vanità, desiderio di piacere, orgoglio ferito, paura di non essere all’altezza, cultura dell’apparire); dall’altro, il ritiro e la svalutazione di sé (la rinuncia a costruire un valore personale autentico). Entrambi sono rischi reali, e spesso convivono nella stessa persona.
In tensione con questi rischi, il laboratorio valorizza sincerità, dignità, volontà, rispetto di sé e degli altri, capacità di reggere il confronto senza smarrirsi e di costruire un valore personale più solido e più libero. Il punto non è negare l’importanza del feedback e delle opinioni altrui: gli altri possono offrirci informazioni preziose su di noi. Ma una cosa è ascoltare il giudizio altrui come fonte di conoscenza, altra cosa è dipendere da esso o puntare tutto sul bisogno di piacere e di ostentare.
Unità 2 – Idealismo o pragmatismo? Tecnologia, intelligenza artificiale e rapporto tra sforzo e risultato
Questa unità parte da un dato evidente: oggi la tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale, può aumentare molto efficienza, rapidità e risultati. Il problema non è demonizzare questi strumenti, che anzi vanno conosciuti e dominati. Il nodo centrale è capire che l’IA, se da un lato è uno strumento potentissimo, dall’altro non è necessariamente una buona guida per la crescita umana e professionale: può dare una marcia in più, ma non ha una propria coscienza, non ha umanità, e tende spesso a restituire o rafforzare ciò che appare più plausibile, più diffuso o più popolare, non necessariamente ciò che è più giusto, più buono e più utile. Il rischio principale del suo uso acritico non è solo di tipo etico o intellettuale: è un rischio di crescita. Delegare a uno strumento il lavoro difficile, quello che richiede sforzo, errore, correzione, discernimento, significa eliminare la sfida. E senza sfida non c’è miglioramento reale. L’IA può renderci apparentemente più efficienti, ma ci priva di ciò che serve di più: l’impegno, l’esercizio dello spirito critico e dell’indipendenza del proprio pensiero, il confronto con i propri limiti: in altri termini, ci prima del la soddisfazione di migliorare davvero.
Paradossalmente, questo uso può sembrare pragmatico perché sembra farci arrivare prima al risultato; in realtà, se usata al posto del senso critico e del discernimento, può renderci più passivi e più dipendenti: ci abitua a separare il successo facile dalla crescita reale, perdendo proprio la capacità più importante, ossia collegare i valori alla realtà e capire che lo sforzo è una componente necessaria dell’elevazione personale.
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Per ogni Unità di lavoro, Athenaeum offrirà un laboratorio interattivo pratico-esperienziale basato su casi concreti, accompagnato da un breve testo che ne riassume i principali punti teorici, una nota didattica, rivolta ai docenti, alcuni test di autodiagnosi e suggerimenti di pratica quotidiana. Inoltre, saranno resi disponibili dei reel (brevissimi filmati) in cui si forniranno spunti pratici e di riflessione a partire dai punti-chiave su cui sono imperniati i laboratori. Tutti i materiali saranno caricati su piattaforma online; i reel saranno caricati anche sul profilo Instagram dell’Associazione.
È prevista l’organizzazione di un numero limitato di laboratori nella sede di Athenaeum E.T.S., condotti da esperti del settore. A essi potranno iscriversi le singole classi; se le richieste di partecipazione supereranno la disponibilità, si terrà conto della priorità temporale nella domanda inviata. Ogni classe potrà decidere se lavorare su una delle due Unità o su entrambe.
LE FASI DEL PROGETTO
- Fase laboratoriale – Il centro dell’attività sarà il laboratorio interattivo, gestito tramite una nota didattica, che gli insegnanti avranno a disposizione per la presentazione del caso e il suo utilizzo nel gruppo di discussione. Agli studenti verrà fornito un breve testo, da leggere prima di partecipare al laboratorio, con la sintesi dei principali aspetti teorici (definizione del problema, conseguenze e punti caratteriali deboli e forti associati all’argomento).
- Fase di approfondimento – Dopo il laboratorio, gli studenti avranno accesso a materiali di supporto per continuare la riflessione e la sperimentazione pratica dei temi affrontati. Tra questi: suggerimenti pratici, test di autovalutazione e brevi reel (video di massimo 90 secondi che tratteranno in modo sintetico alcuni interrogativi riguardanti la messa in pratica dei principi discussi).
- Fase di restituzione – A conclusione di ogni Unità di lavoro, verrà chiesto agli studenti di mettere a punto individualmente una restituzione in forma di breve video. Si tratta di una riflessione rispetto ai contenuti appresi e all’esperienza pratica del singolo studente, attraverso la quale mostrare quanto concretamente gli aspetti trattati siano stati fatti propri. Athenaeum fornirà una guida per la produzione di questi video.
Nell’ottica dell’approccio etico al mondo del lavoro, è possibile inoltre strutturare un progetto FSL (Formazione Scuola Lavoro) per un numero limitato di classi che ne faranno richiesta.
Il concorso
Al termine dell’anno scolastico, Athenaeum E.T.S. assegnerà un premio alle studentesse e agli studenti che avranno presentato i filmati maggiormente significativi, in relazione agli obiettivi del progetto. Parteciperanno al concorso tutti i video inviati entro il 17 aprile 2027.
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Per saperne di più e per iscriversi è possibile inviare una e-mail all’indirizzo info@associazioneathenaeum.org oppure chiamare gli uffici dell’Associazione al numero 06 5812049 (dal lunedì al venerdì, ore 9.30-13.30).